Emergenza terremoto Myanmar, La rete Caritas si attiva
Un incontro di formazione condiviso tra la Caritas e l'Ufficio diocesano per la liturgia
Aggiornamento del 30 marzo 2025
Il 28 marzo, alle 12.50, un potente terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito il Myanmar centrale con epicentro vicino a Sagaing, circa 34 chilometri a nord della città. Il terremoto ha avuto un forte impatto nelle principali città, tra cui Yangon, Mandalay, Naypyidaw, Sagaing, Aungpan. Ci sono stati danni significativi ai servizi pubblici e alle infrastrutture quali monasteri, moschee, pagode, seminari e chiese, scuole, ospedali, banche, alberghi, aeroporti, edifici residenziali, ponti, strade ad alta percorrenza. La fornitura di elettricità e le telecomunicazioni sono rimaste interrotte in molte regioni del Myanmar. I gruppi di volontariato, la popolazione locale e le organizzazioni non governative presenti sul posto hanno effettuato le operazioni di evacuazione e di monitoraggio per valutare la portata e l’impatto dei danni. Le autorità hanno cominciato a valutare i danni e coordinano gli sforzi di risposta all’emergenza.
Il terremoto è arrivato senza preavviso, causando distruzioni diffuse e colpendo gravemente i civili, che non hanno avuto tempo di prepararsi. L’impatto si è esteso ai Paesi limitrofi – Tailandia e Bangladesh – con forti scosse in alcune parti della Cina e dell’India.
Le strade e le vie di comunicazione sono danneggiate o interrotte e gli spostamenti verso le località colpite sono limitati. Al momento si parla di circa 1.700 morti, ma il numero è destinato a salire. Soccorritori sono ancora al lavoro per salvare i superstiti, evitare possibili epidemie, liberare spazi dai detriti. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza in molte regioni del Myanmar. Migliaia di persone a Mandalay sono rimaste in strada e nei luoghi pubblici per tutta la notte per il timore di ulteriori scosse di terremoto.
Il Myanmar vive una situazione molto complessa sotto diversi punti di vista. Alle disuguaglianze socioeconomiche, si aggiunge la complessità della multietnicità del tessuto sociale, la presenza di eserciti irregolari afferenti ai gruppi ribelli interni e la gravissima instabilità politica. Dopo decenni di dittatura militare, durante un breve tentativo democratico, nel 2021 un colpo di stato ha riportato al potere i militari e da allora la Giunta militare guida il Paese.
La rete Caritas nazionale si è attivata per assistere la diocesi di Mandalay, la più colpita. Un primo incontro per la valutazione dei bisogni si è già svolto a 4 ore di distanza dal terremoto. Un altro incontro dovrebbe essersi tenuto nelle ultime ore. La diocesi di Mandalay si sta coordinando con le autorità locali, la Commissione della Chiesa, i leader religiosi e altri attori locali, per la valutazione e per concordare le risposte più urgenti. Al momento non è possibile avere dati precisi, ma l’Ufficio nazionale Caritas si sta coordinando anche con le agenzie delle Nazioni Unite UNHCR e OCHA. Mercoledì 2 aprile ci sarà una teleconferenza organizzata da Caritas Internationalis con la Caritas locale, a cui parteciperà anche Caritas italiana. Sarà questa un’occasione per avere nuovi aggiornamenti anche in merito all’appello di emergenza che la Caritas (KMSS, Karuna Mission Social Solidarity) sta preparando.
La Caritas diocesana di Belluno-Feltre avvia una iniziativa con la causale “Emergenza Myanmar” per le donazioni, che saranno inviate in Myanmar tramite Caritas italiana.
Coordinate bancarie:
Unicredit Banca
IBAN: IT 02 F 02 008 11910 000100641567
Intestato a Diocesi di Belluno Feltre
Fondo di solidarietà.
C.C. postale
IBAN: IT57K0760111900000037921327
intestato a Diocesi Belluno-Feltre,
Caritas Diocesana
Per la Caritas diocesana
Diac. Francesco D’Alfonso
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Progetti Caritas
Numerosi sono stati i progetti proposti e seguiti dalla Caritas diocesana di Belluno – Feltre in proprio, in coordinamento con Caritas italiana e con la delegazione Caritas del Nord Est.
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