Siamo chiamati a servire
Un incontro di formazione condiviso tra la Caritas e l'Ufficio diocesano per la liturgia
Un incontro di formazione condiviso tra due uffici pastorali, l’ufficio per la liturgia e quello per la carità, si è svolto al Centro Papa Luciani di Santa Giustina Bellunese sabato 15 febbraio. Si è trattato di una novità per gli uffici pastorali che, visto l’esito dell’incontro, potrà certamente ripetersi in futuro. Perché una formazione condivisa? Anzitutto perché gli operatori e gli animatori di pastorale, quale che sia il loro ufficio, hanno in comune la missione di annunciare il Vangelo testimoniandolo con la vita: è questo che rende credibile l’azione pastorale. Quindi una formazione che non miri soltanto a far crescere delle competenze, ma offra robuste basi motivazionali e spirituali. Così l’incontro ha avuto una mattinata dedicata alla riflessione sul servire, dimensione essenziale della vita cristiana, vera vocazione a vivere il discepolato, seguendo l’esempio del Maestro, che ha affermato di non essere venuto per essere servito, ma per servire.
Dopo la preghiera iniziale e il saluto del Vescovo Renato, ha tenuto la relazione sul tema della giornata don Andrea Peruffo, presbitero della Chiesa vicentina, il quale si è soffermato a riflettere sulla giornata “tipo” di Gesù, come narrata dall’evangelista Marco nel primo capitolo, che racconta una spiritualità incarnata: la preghiera nel deserto, la chiamata dei primi discepoli, l’insegnamento nella sinagoga di Cafarnao, la liberazione di un indemoniato, la guarigione della suocera di Pietro e poi la predicazione nei villaggi vicini e la guarigione di un lebbroso. Dal brano evangelico sono scaturiti insegnamenti davvero efficaci: Gesù entra nella vita delle persone normali e vive con loro la celebrazione del sabato, insegnando con autorità, mostrando che l’autorità deriva dal fondare le proprie parole su un’autorità “altra”, per questo sono parole che aprono alla speranza. Ma per questo è necessario fare esperienza della preghiera: Gesù testimonia che anche in una giornata piena di impegni e di incontri ha senso “perdere tempo” per il Signore.
La liberazione dell’indemoniato descrive una realtà più diffusa e comune di quanto si creda: ricorda che il male agisce anche in noi e che la lotta tra il bene e il male richiede vigilanza ed un impegno serio, nella fiducia che Cristo ci libera da ciò che ci rende schiavi. Poi Gesù entra nella casa di Pietro e guarisce la suocera che giace malata. Gli parlano di lei perché la guarisca: egli accoglie questa preghiera “di intercessione” e la guarisce. Lei inizia subito a servire, diventando in questo modello per gli stessi discepoli. Tutti siamo chiamati a servire gli altri, non a servirci degli altri. “Il servizio è l’unica cosa capace di cambiare il mondo”. Ed è cosa urgente, perché è annuncio del Vangelo, missione di ogni battezzato. Al termine della giornata – o all’inizio della giornata successiva - Gesù prega. È una preghiera anche personale, per la quale occorre trovare il tempo: è necessario entrare nel deserto, per uscire poi alla missione. Dunque il messaggio per gli animatori della pastorale è che alla scuola del Maestro si diviene realmente liberi rispetto alla dimensione del fare, pur necessaria.
Dopo un confronto dell’assemblea con il relatore, cui è seguita la sosta del pranzo, l’incontro è proseguito nei laboratori, nei quali si è potuto lavorare su alcune schede proposte dal cammino sinodale e, infine, nella condivisione in assemblea di quanto vissuto nei laboratori. Al termine dell’incontro, caratterizzato da una atmosfera gioiosa e fraterna, chi ha potuto ha partecipato alla celebrazione eucaristica.
Francesco D’Alfonso
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