PRESENTAZIONE AREE DI INTERVENTO

 

Introduzione

Fondazione di Partecipazione Esodo nasce nel 2016 per iniziativa delle Diocesi di Belluno-Feltre, Verona e Vicenza per consolidare l’esperienza di “Progetto Esodo, percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone detenute, ex detenute e in esecuzione penale esterna”

Le attività della Fondazione si basano su tre cardini:

- la rete: gli interventi sono attuati da enti del terzo settore partner della Fondazione al fine di costituire un reticolo attorno alle persone accompagnate che consenta di farle sentire sostenute ed incoraggiate da più parti della società;

- l’accompagnamento: stare al fianco di chi sta per uscire dal carcere è fondamentale per evitare che solitudine e difficoltà inducano a nuovi reati, ma anche iniziare un cammino di cambiamento;

- con le persone e per le persone: interventi ed iniziative sono sempre orientati al bene dell’altro, e per questo sono condivisi e costruiti assieme.

 

Destinatari

Persone adulte che affrontano un percorso giudiziario trovandosi nella condizione di detenuto, ex detenuto o in esecuzione penale esterna e che dispongono di poche risorse materiali proprie o familiari. Spesso al problema materiale si aggiunge la difficoltà a svolgere con responsabilità i ruoli tipici dell’adulto.

Occasionalmente sono accompagnate persone imputate, quindi con un procedimento penale non definitivo o che hanno scelto la via della messa alla prova.

Tendenzialmente sono escluse dal progetto persone con conclamate patologie psichiatriche e con problemi attivi di dipendenza da alcol o sostanze, ossia persone per le quali già altri servizi sono organizzati per farsene carico. Si pone attenzione alla possibilità di rimanere regolarmente sul territorio nazionale per le persone straniere.

 

 

Aree di Intervento  

 

AREA FORMAZIONE

Finalità

La formazione nei confronti della popolazione carceraria viene spesso usata per finalità di sostegno alla persona e per la sua crescita professionale. Esodo a questo aggiunge la finalità specifica del futuro inserimento lavorativo del detenuto tramite l'acquisizione di specifiche professionalità. L’individuazione degli indirizzi formativi avviene tenendo conto del mercato del lavoro, della tipologia di detenuti e della possibilità che le competenze acquisite siano immediatamente spendibili già durante la detenzione.

La realizzazione di percorsi si differenzia per la proposta all'interno del carcere da quella effettuata esternamente per persone in esecuzione penale esterna.

Strumenti

Le attività di formazione sviluppate sono di due tipologie.

  • Formazione d’aula e on the job intra ed extra muraria:

Si tratta di corsi di circa 200h rivolti a gruppi di persone che mirano a far acquisire competenze professioni spendibili fin da subito. Per tale motivo gli insegnamenti pratici avvengono in situazioni reali (on the job) e le lezioni teoriche sono minime.

È sempre previsto un modulo di insegnamento sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro.

  • Voucher formativi extra muraria

Si tratta di quote a disposizione degli enti che si occupano di inserimento lavorativo finalizzate alla copertura dei costi di formazione utili ad aumentare l’indice di occupabilità di chi viene accompagnato.

 

AREA LAVORO

Finalità

Il lavoro rappresenta un fattore fondamentale di reinserimento e di dignità sociale, con esso si favorisce la crescita umana e il recupero dello status di cittadino attiva. Esodo ha voluto dare una particolare importanza a questo tema proponendo esperienze di diversa intensità, mirate a dare un lavoro ed una occupazione sia a persone detenute, sia a persone che possono beneficiare di misure di alternativa al carcere, modulando gli interventi sulle reali capacità della persona.

L’approccio educativo e formativo tende a favorire l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. Ciò permette di coinvolgere anche aziende profit che, attraverso un adeguata azione di sensibilizzazione, si rendono disponibili a scommettere sull’inclusione lavorativa di persone in percorso giudiziario. Per questo un ruolo determinante è quello svolto dal tutor che accompagna le persone in carico all’area lavoro in ogni fase delle azioni di inserimento lavorativo.

Strumenti

  • Colloqui di orientamento e ricerca lavoro

Sono incontri con gli operatori della mediazione al lavoro finalizzati a far emergere competenze, abilità e propensioni di chi viene inviato, al fine di orientare le persone alla ricerca di occupazione nel mondo del lavoro.

  • Coinvolgimento occupazionale in laboratori protetti

Intervento di base, propedeutico ad educare al lavoro persone che non sono ancora pronte ad affrontare situazioni e ritmi di lavoro normali. Prevede un numero massimo di 18ore/sett. di impegno in un laboratorio occupazionale con finalità produttiva limitate, a fronte di un contributo di massimo 150,00€ mensili forfettari, per un periodo massimo di sei/nove mesi.

  • Tirocini di inserimento lavorativo

Percorso di formazione al lavoro con inserimento in cooperativa sociale, in azienda profit o in ente pubblico. Per ogni beneficiario viene stabilita una dote individuale di 3.000 € comprensiva sia dei costi di borsa lavoro (stabilita di importo forfettario calcolato su un costo indicativo/ora di euro 2,50) che di tutoraggio. Tale dote individuale viene tradotta in un progetto personalizzato in cui viene definito l’impegno lavorativo settimanale e la durata del periodo di tirocinio.

Il tirocinio può concludersi con un contratto di assunzione oppure rimane solamente un’esperienza formativa.

  • Contratti di lavoro

L’attività di orientamento ed i tirocini possono creare l’occasione di trovare un posto di lavoro. Gli operatori accompagnano le persone anche in questa fase di avvio della nuova esperienza lavorativa. Inoltre, possono essere previsti degli incentivi all’assunzione o alla contrattualizzazione sia in cooperative sociali che in azienda.

 

AREA INCLUSIONE SOCIALE 

Finalità

Le attività di inclusione sociale nell’ambito del Progetto Esodo sono le azioni che possono aiutare la persona detenuta a non sentirsi emarginato dalla società quando termina di scontare la pena, ma anche durante il periodo di detenzione o di esecuzione penale esterna. Per tale motivo sono state istituite delle accoglienze residenziali che possono ospitare, per un periodo limitato, le persone detenute che, uscendo dal carcere in misura alternativa o per fine pena, non hanno le risorse necessarie per trovare autonomamente una sistemazione abitativa. All’accoglienza abitativa si affiancano anche azioni di accompagnamento educativo e sostegno psicologico finalizzati a sostenere la persona nel delicato passaggio dal “dentro” al “fuori”.

Al fine di evitare il ritorno alla delinquenza, è fondamentale che la persona che esce dal carcere possa trovare una base materiale e spazi di riflessione interiore su cui fondare il proprio percorso di vita dopo la reclusione.

 

Strumenti

Le azioni di inclusione sociale si declinano in due tipologie: accoglienza abitativa e sostegno psicologico ed educativo. In particolare quelle di quest’ultima tipologia, possono essere avviate già durante la detenzione.

  • Fornitura di vestiario.

La possibilità di consegnare abiti puliti e non sgualciti alle persone detenute che non hanno chi dall’esterno si preoccupa per loro. È un passo importante per conferire dignità alla persona.

  • Sostegno psicologico.

Si tratta di colloqui individuali e di incontri di gruppo per fornire alle persone detenute o in esecuzione penale esterna:

  • supporto motivazionale di adesione all’offerta trattamentale;
  • promozione dello sviluppo di abilità comunicative e relazionali;
  • supporto all’attività di osservazione e conoscenza della persona detenuta;
  • accompagnamento della persona detenuta dalla carcerazione alla detenzione esterna/libertà, con particolare attenzione nel promuovere e supportare l’elaborazione di una propria idea di vita sostenibile all’esterno;
  • supporto individuale ai familiari
  • Accoglienza abitativa.

Si tratta di abitazioni situate in vari punti della provincia che possono ospitare gruppi medio-piccoli di persone in misura alternativa o che hanno da poco terminato la detenzione. Sono residenze gestite nella quotidianità dagli stessi ospiti con la supervisione e l’accompagnamento di operatori, volontari e religiosi. Prevedono la presa in carico della persona inserita ed un progetto personalizzato finalizzato al raggiungimento dell’autonomia di vita.

La persona accolta è affiancata da operatori che hanno il compito di aiutarla a progettare e realizzare il percorso personale che porta verso l’autonomia lavorativa ed abitativa. Questo intervento si attua anche sollecitando riflessioni interiori sulle motivazioni che hanno portato ad infrangere la legge e valutare quali aspetti di sé vale la pena cambiare per raggiungere un nuovo equilibrio di vita.

 

AREA SENSIBILIZZAZIONE 

Finalità

Un percorso di reinclusione sociale può avvenire a due condizioni: che la persona condannata comprenda e riconosca lo sbaglio che ha commesso ed i suoi effetti sugli altri; quando il contesto sociale riesce a guardare a quella persona in quanto tale e non per il reato commesso.

Per questo motivo sono importanti le iniziative che mettono in luce gli aspetti nascosti dell’espiazione della pena e dei percorsi di rieducazione, e soprattutto che fanno incontrare cittadini ed autori di reato per un reciproco conoscersi e riconoscersi.

 

Strumenti

Le attività di sensibilizzazione svolte fino ad ora nell’ambito di Esodo sono state:

  • Conferenze stampa per far conoscere i risultati delle attività;
  • Convegni per approfondire aspetti relativi alla reinclusione sociale delle persone detenute;
  • Contatti con aziende profit per favorire percorsi di inserimento lavorativo
  • Iniziative per la formazione degli operatori in ambito penale
  • Incontri con le comunità parrocchiali e le scuole.

 

Progetto Esodo: inclusione sociale di persone detenute, ex detenuti, detenuti in esecuzione penale esterna

           

Azioni sul territorio nell’anno 2019 nella Provincia di Belluno con il coordinamento della Caritas diocesana (enti partner di riferimento per l’interno del carcere la Cooperativa Sviluppo e Lavoro, per l’esterno il CeiS – Centro Italiano di Solidarietà di Belluno)

  1. persone prese in carico per la prima volta per inserimento lavorativo 19, inclusione sociale 2 (sostegno e residenzialità) e formazione 5
  2. persone per le quali il progetto è ancora in corso: 8
  3. persone ospitate in accoglienza residenziale: 5 per 28 mesi (34 compreso liberare la pena)
  4. inserimento lavorativo per complessivi 69 mesi (96 compreso liberare la pena)
  5. Evento di sensibilizzazione sul Progetto Carcere (Esodo e Liberare la pena) il 23 novembre 2019
  • Progetti Caritas

    Numerosi sono stati i progetti proposti e seguiti dalla Caritas diocesana di Belluno – Feltre in proprio, in coordinamento con Caritas italiana e con la delegazione Caritas del Nord Est.
    Continua