Nella percezione comune tra parole e fatti vi è molta distanza. Si tratta certo di modi differenti di relazionarsi con il reale, ma non sono né incompatibili, né alternativi. Guardando ad alcune implicazioni dell’emergenza che ancora ci coinvolge, il conflitto tra parole e fatti, fra teoria e realtà, appare confermato, ad esempio, nella tensione tra scienza ed economia, tra interessi della salute e interessi economici. Non intendo entrare in questo dibattito, ma solo proporre alcuni spunti di riflessione. Anzitutto, la distanza tra parole e fatti è molto meno marcata di quanto comunemente si creda. Ciò che caratterizza l’umano ha sempre a che fare con il sentire, il pensare, il comunicare, l’agire. Tra le diverse dimensioni dell’esistenza non vi sono confini netti. I fatti “parlano” e le parole possono avere conseguenze pesanti: parole di odio o di amore, di egoismo o di solidarietà, di verità o di menzogna, incidono con forza nella vita dei singoli e della società. Lo sa bene il mondo della finanza.

 

È sufficiente una dichiarazione avventata di un leader o una rassicurazione di un altro a far salire o scendere l’indice di borsa, con le implicazioni che sappiamo. Ma anche i fatti comunicano, perché possono costituire un vero e proprio linguaggio: quando un governo convoca un ambasciatore di un altro Paese, esterna un disagio che non ha bisogno di essere espresso da molte parole. Anche le vicende dolorose che toccano il mondo hanno qualcosa da dire. Forse sono un invito ad unirsi nella costruzione di un mondo migliore.

 

Nell’ambito religioso il confine tra parola e fatti diviene ancora più labile. Nella fede cristiana esso addirittura scompare: la Parola di Dio ha creato l’universo e nella pienezza dei tempi si è resa visibile, come racconta l’apostolo Giovanni nel prologo del suo Vangelo: il Verbo si è fatto carne … La presenza del Figlio di Dio nella vicenda umana è decisiva per il senso e per l’esito della storia di ciascuno e dell’intera umanità: ne va della salvezza, della felicità, della pienezza di vita. Questo ci ricordano le ultime festività del tempo pasquale, l’Ascensione e la Pentecoste, nelle quali possiamo rivivere il mistero della vittoria di Gesù sul male e sulla morte, perché il Verbo di Dio entrato nella gloria comunica a chi lo accoglie  lo Spirito stesso di Dio. La Parola ha cambiato la storia umana, non perché condizioni le libere scelte degli uomini, ma perché offre loro una pienezza di senso e una garanzia di salvezza. Anche la parola umana, se inserita in questa corrente di Grazia, può orientare nella direzione che il Verbo ha inaugurato e quindi può produrre effetti concreti di giustizia, di speranza, di solidarietà, di riconciliazione, di pace. E’ quello che fanno i santi della porta accanto, come li ha chiamati Papa Francesco, coloro cioè che silenziosamente testimoniano nel loro servizio quotidiano la scelta del bene e il servizio ai più deboli e a quanti sono feriti dalla vita.

 

 

Francesco D’Alfonso diacono 

 

  • Progetti Caritas

    Numerosi sono stati i progetti proposti e seguiti dalla Caritas diocesana di Belluno – Feltre in proprio, in coordinamento con Caritas italiana e con la delegazione Caritas del Nord Est.
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